Ill. Prof. Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio dei Ministri
e p.c.

Ill. Ing. Stefano Patuanelli
Ministro dello Sviluppo Economico

Ill. Prof. Roberto Gualtieri
Ministro dell’Economia e delle Finanze

Ill. On. Dario Franceschini
Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Egregio Presidente,
come ben sa, il mondo dello spettacolo è fermo da oltre un mese con gravissime

conseguenze per l’intero settore. La nostra è un’attività strettamente connessa alla socialità e, nonostante le nostre proposte finalizzate alla possibilità di aperture contingentate e ad una ripresa delle attività produttive secondo le prescrizioni di sicurezza indicate dal Governo, ci pare di capire che la vostra decisione, soprattutto per quanto concerne le attività in presenza di pubblico, necessiti di un tempo adeguato per un’analisi approfondita.

C’è un dato, però, che vorremmo sottolinearle: il blocco complessivo dell’attività dei teatri e dei cinema, con l’esclusione del Codice ATECO dall’elenco delle attività con possibilità di ripresa, comporta la chiusura anche degli uffici e dei laboratori per la costruzione degli allestimenti scenici. Tutto questo è in contraddizione con tante riaperture concesse dall’ultimo DPCM e con alcune prescrizioni normative previste dal Governo, come quella sui voucher inserita nel decreto “Cura Italia”, che impone, quantomeno, l’apertura delle biglietterie, per non citare la ripresa delle attività di produzione cinematografica.

Siamo quindi a chiederLe – anche alla luce della possibilità espressa nell’art. 2 comma 1 del DPCM 26 aprile 2020, che consente la modifica dell’elenco delle attività a cui viene concessa la riapertura attraverso un decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze – di inserire il codice ATECO delle attività di spettacolo, al fine di consentire quantomeno la ripresa dell’operatività degli uffici e dei laboratori, fermo restando il blocco temporaneo delle aperture al pubblico.

Distinti saluti.