Egregio Ministro,

torno a Lei per segnalarLe alcune criticità, tuttora irrisolte, che il comparto dello spettacolo dal vivo ancora patisce a causa delle conseguenze della pandemia, che continuano a precludere una piena ripresa delle attività e una compiuta e diffusa riapertura della sale:

  1. riteniamourgentedefinirelenormeattraversocuiassegnareicontributiFusdel2022,ben sapendo che il prossimo non potrà essere considerato un anno ordinario, con l’avvio di una nuova triennalità. L’incertezza sulla capienza delle sale, la difficoltà nella programmazione di tournée, la persistenza del disequilibrio costi/ricavi, la diffidenza e disabitudine del pubblico, l’incognita sulla reale consistenza del pubblico scolastico peseranno ancora per lungo tempo ed immaginare che le criticità del 2022 possano incidere sugli anni immediatamente successivi, come accadrebbe in un ordinario meccanismo triennale, sarebbe fortemente ingiusto e dannoso per gli operatori e di conseguenza per gli artisti e le maestranze. Inoltre, come si sa bene, le attività di spettacolo necessitano di una congrua fase di programmazione ed è perciò importante definire le regole in tempi rapidi e certi ed evitare che anche quest’anno il DM che le racchiude porti la data emblematica del 31 di dicembre;
  2. l’allargamento dei soggetti che accedono al Fondo unico dello spettacolo è obiettivo auspicato e condiviso. Nel 2021 le nuove istanze sono circa 1000 ma, se questi nuovi soggetti entreranno nel sistema in modo strutturale con l’aspettativa di un contributo congruo alla realizzazione di attività di qualità, necessariamente la dotazione del Fondo Unico dello Spettacolo dovrà essere incrementata a partire dal 2022;
  3. itroviamoancoradifronteall’obbligo–dopoaverlosegnalatopiùvolte–previstodall’all. 26 del DPCM del 2 marzo 2021 di effettuare tamponi antigenici ai lavoratori 48 ore prima degli spettacoli ed ogni 72 ore in corso di attività, con significative difficoltà nella gestione del rapporto con i lavoratori (contenziosi, vertenze sindacali, licenziamenti), per non parlare delle onerose ricadute economiche. A tal fine, il Decreto Sostegni bis sembrerebbeprevedere un sostegno economico per il settore dello sport ma non c’è traccia di un intervento simile per lo spettacolo dal vivo, così come non sembra esservi alcun segnale di attenzione finalizzato ad un cambiamento di tale previsione alla luce di un sensibile miglioramento della condizione pandemica;
  4. permangono, tra l’altro, numerose incertezze per i protocolli da seguire per le attività di spettacolo in tournée, per le quali non vi è stata alcuna previsione normativa finalizzata alla sicurezza dei lavoratori ed al sostegno alle imprese;
  5. le risorse rimanenti a valere sul Fondo emergenza spettacolo, cinema e audiovisivo ancora disponibili, a parer nostro, dovrebbero essere utilizzate attraverso meccanismi concreti di sostegno al riavvio delle attività e non basati sul principio discutibile nel nostro comparto, sebbene sinora utilizzato prioritariamente, del ristoro ai mancati incassi;
  6. abbiamo apprezzato lo sforzo del Ministero nell’aver immaginato un Disegno di Legge delega che si occupi delle tutele nel settore dello spettacolo, ma dopo una consultazione lampo svoltasi oltre venti giorni fa, non si conosce l’esatta declinazione del testo finale che andrà all’attenzione del Parlamento, condizione che preclude all’Agis la possibilità di poter offrire, da categoria maggiormente rappresentativa che sottoscrive i CCNL, un contributo serio e strutturato alla definizione di un’annosa vicenda.

Confidando che le questioni poste vengano tenute nell’adeguata considerazione

attraverso un’interlocuzione, ancora una volta, concreta ed efficace, porgo cordiali saluti.